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Scatta!

Fare una fotografia vuol dire allineare la testa, l’occhio e il cuore. È un modo di vivere.

— Henri Cartier-Bresson


La fotografia nasce nella prima metà dell’Ottocento grazie alle scoperte di alcuni scienziati francesi. Da allora questa tecnica ha permesso di immortalare tanti momenti storici, diventando un importante mezzo di divulgazione di informazioni e sapere.

Oltre ai vari utilizzi storico e scientifici, la fotografia ha conquistato anche il mondo dell’arte diventando un linguaggio espressivo a tutti gli effetti. Con uno scatto si può catturare un mondo e trasmettere un’infinità di emozioni.

Fotografare in montagna…

Chi non ha desiderato immortalare la bellezza di un paesaggio montano, cogliere l’attimo dell’incontro con un animale libero nel suo ambiente, fissare la magia effimera di una luce fra cime e nubi al termine o durante un’escursione? La fotografia digitale permette a tutti di realizzare immagini di qualità; tuttavia, per creare fotografie davvero d’impatto, l’escursionista-fotografo deve acquisire una competenza tecnica specifica, avere occhio per il colore, la composizione, l’atmosfera e soprattutto una buona esperienza della luce naturale, che in montagna presenta spesso condizioni estreme, mutevoli nel corso delle stagioni o anche solo di una stessa giornata. Ricco di immagini suggestive, raccolte in anni di frequentazione di tutto l’arco alpino, e di preziosi consigli pratici, il volume tratta in maniera specifica i vari aspetti della fotografia di montagna, con sezioni specifiche dedicate all’equipaggiamento, ai soggetti e alle difficoltà peculiari di ogni condizione ambientale. Non mancano suggerimenti precisi di luoghi e tempi in cui scattare le migliori immagini di paesaggi alpini.

fonte: https://pixabay.com/it/photos/montagna-lago-paesaggio-panorama-3679891/

Fotografare al mare…

Senza dubbio, uno dei soggetti più fotografati è il mare. Ma la maggior parte delle volte, il fotografo non riesce a trasmettere le emozioni che prova veramente.

fonte: https://pixabay.com/it/photos/paesaggio-marino-ocean-tramonto-3694478/

Ci sono moltissimi metodi per fare ottime fotografie del paesaggio marino. Alcuni fotografi prediligono la calma e la tranquillità di un mare piatto, lavorando su fasce di diverse tonalità di colore. Altri amano riprendere mari in tempesta, la potenza della natura. C’è chi preferisce il paesaggio incontaminato e chi invece sceglie di fotografare la presenza dell’uomo. In ogni caso, alcune fotografie ci trasmettono ciò che il fotografo vuole dire e noi restiamo affascinanti a osservare le stampe. Altre fotografie, invece, non ci raccontano nulla, ci sembrano vuote e il nostro sguardo vaga sulla superficie della carta invece che entrare dentro l’immagine. Ecco, questo è in sintesi il motivo per cui alcune fotografie ci emozionano e altre no: il fotografo è riuscito a farci vedere quello che lui stava vedendo al momento dello scatto? Facciamo un esempio: stiamo contemplando la bellezza di un paesaggio marino, il classico borgo marinaro come ce ne sono tantissimi lungo le nostre coste. Vediamo bellissimi riflessi sull’acqua, la luce calda del tramonto, qualche barca in lontananza, i colori delle tipiche case al limite della spiaggia. Prendiamo la nostra macchina fotografica e scattiamo qualche fotografia: abbiamo fotografato quello che stavamo vedendo in quel momento. Ma una volta a casa ecco l’amara sorpresa: i colori non ci sono più; la luce calda è svanita in un tono grigiastro; ma soprattutto i dettagli che attiravano il nostro sguardo sono minuscoli e insignificanti. Il magnifico paesaggio che avevamo davanti agli occhi non si rivelerà a chi guarderà le nostre fotografie e noi saremo costretti a “raccontare” a parole quello che non siamo riusciti a esprimere con le immagini… Se ci pensate è come essere costretti a spiegare una barzelletta che non siamo riusciti a raccontare… Che tristezza!

Queste accade per un motivo fondamentale: la nostra macchina fotografica non vede il mondo come lo vediamo noi!

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